Visualizzazione post con etichetta Disegno a matita. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Disegno a matita. Mostra tutti i post
19 gennaio 2008
28 dicembre 2007
29 novembre 2007
Matita e china
11 novembre 2007
Paolina Borghese
Disegno su carta 25x35 di Pascolo Confetra
Buongiorno! Son una studentessa universitaria e sto preparando una tesina sulla statua di Paolina Borghese. Quando ho visitato la Gipsoteca (a proposito: complimenti!) la guida mi ha raccontato che il gesso è stato danneggiato durante la Prima Guerra Mondiale e che la testa sarebbe stata asportata da soldati. Ecco, siccome vorrei inserire la notizia, vorrei sapere se i soldati erano austriaci (come mi sembra di ricordare) o italiani e se esistono fotografie o stampe del gesso della Paolina con la testa. Ah..nel catalogo curato dal Prof. Cunial ho visto che esistono anche dei busti della Paolina, per caso la testa è stata riprodotta in marmo usando il gesso della statua di villa Borghese? Grazie mille per l'aiuto. Buon lavoro! Giulia C.
Risponde Giancarlo Cunial
Il marmo (lungo 200 cm, alto 90 cm e largo 65 cm) di Paolina Bonaparte come Venere vincitrice fu commissionato a Canova dal marito Camillo Borghese (l’Opera viene anche chiamata Paolina Borghese) nel 1804, l’anno in cui il fratello di Paolina, Napoleone Bonaparte, diventava imperatore: la statua, che raffigura Paolina bella come Venere che ha appena vinto il dono (la mela) di Paride, superando le rivali Giunone e Minerva, nacque dai disegni di Bassano (882, 952, 1059) e dal modello in gesso che lei ha visto in Gipsoteca (finito già nel 1806): pare che la stessa Paolina abbia posato per l’Artista (a chi le faceva notare - soprattutto a Parigi - che era stato disdicevole per una donna del suo rango posare praticamente nuda nello studio di uno scultore, lei pare rispondesse che non era proprio freddo e che poté benissimo sopportare l’ambiente). Il marmo era terminato, dopo un lento e particolareggiato lavorio, condotto per lo più al lume di candela, nel 1808 (con l’epidermide ricoperta di cera a rendere il carnato di un lieve colore rosaceo) e consegnata al Palazzo di Torino di Camillo Borghese (che proprio nello stesso anno era stato nominato Governatore del Piemonte e del Genovesato). Caduto Napoleone, nel 1815, l’Opera venne trasferita a Roma, nella sede ove è tuttora e che era la dimora dei principi Borghese; il Gesso, invece, con tutte le altre Statue che erano nello Studio del Canova al momento della morte, venne trasportato (Roma-Ancona via terra, Ancona-Venezia via mare, Venezia-Possagno via terra con carri trainati da buoi) a Possagno (1836) nella Gipsoteca appena edificata davanti alla Casa natale dell’Artista. Durante la Prima Guerra Mondiale, tra il dicembre 1917 e il gennaio 1918, l’avanzata degli Austriaci - seguita alla disfatta di Caporetto - raggiunse la pedemontana del Grappa, nel versante settentrionale del Feltrino: alcuni colpi di artiglieria (non si capì mai da chi sparati), procurarono lo sfondamento della volta del tetto della Gipsoteca e danni incalcolabili alle Opere: alcune vennero del tutto polverizzate, altre gravemente lesionate; tra queste, Paolina che rimase mutila della testa, delle dita della mano sinistra e delle dita di un piede. Per alcuni giorni di freddo intenso, tra il 23 dicembre e i primi del ’18, una violenta battaglia si consumò tra Italiani, Inglesi e Francesi (che ebbero migliaia di vittime ricordate nel maestoso Monumento di Pederobba) da una parte (quartiere generale a Monfumo, presso la cosiddetta baracca, a Possagno, in località Rover, e a Cavaso, sul Monte Tomba) e gli Austriaci dall’altra (attestati nelle contrade bellunesi di Quero, Alano, Feltre, Seren). Il paese di Possagno era stato sfollato fin dai primi giorni di novembre del 1917 (1400 persone, donne bambini e vecchi, erano state fatte arretrare nel vicino Comune di San Zenone degli Ezzelini, chiuso il Tempio e trasferito il Municipio; poi nella primavera, con l’avvicinarsi della battaglia del Solstizio - 21 giugno 1918 - i Possagnesi verranno trasferiti a Marsala, in Sicilia: un’autentica odissea) e i soldati francesi avevano il compito di pattugliare il paese di Possagno e di Canizza (una vicina frazione di Cavaso). Da qui comincia la leggenda: a impossessarsi della testa di Paolina, rotolata a terra a causa del terribile bombardamento, sarebbero stati i Francesi che avrebbero giocato con il capo facendolo rotolare su e giù per la navata basilicale della Gipsoteca e prendendolo di mira con sassi e cerbottane… Sarà vero? Io gliela racconto come i vecchi di Possagno me l’hanno raccontata.
Durante le pose per realizzare Paolina come Venere vincitrice, Canova eseguì un Ritratto di Paolina che corrisponde al Busto di cui lei parla nella sua domanda (gesso 48x27x27), realizzato negli anni 1804-1805, tenendo conto delle osservazioni dal vero fatte da Canova durante la posa della statua di Villa Borghese. Il marmo di questo Busto si trova al Museo Napoleonico di Roma, anche se verosimilmente può essere ritenuto una copia (forse di allievi della stessa Bottega di Canova?). Altro busto in Gesso di Paolina esistente nella Gipsoteca è copia dal Marmo di Roma (dei Napoleonici furono fatte infinite copia dei ritratti).
In bocca al lupo per la tesi!
Iscriviti a:
Post (Atom)
Espressioni tipiche e proverbi materani
MATERA COM'ERA - MATERA COM'E' - MATAR FISCIA FISC
Musica folk
MUSICA FOLK
Canti popolari materani e canzoni "a rambègn" (a dispetto)
Espressioni tipiche e proverbi baresi
BARI COM'ERA - BARI COM'E'
FOLK BARESE
Previsioni del tempo